Inserito da: swan | 27 Marzo 2009

- A bassa voce -

E’ il volo storpio, che ci congiunge a Dio?
Alle sue eliche, alle sue eoliche.

Se parli del segno, parli dell’angelo,
che guida luminarie dentro il corpo,
di una donna dall’ala bruciata,
che ha seguito le rotte degli uccelli,
all’energia
cinetica del vento.     Uccelli di carta
e di catrame.

Uccelli di carta
e di catrame.

Carta spiegazzata, carta immondizia,
cestinata. Nemmeno un origami in sogno.
Nemmeno un origami di uno splendore femminile:
la pelle sa ancora di petrolio,
come in questa poesia.

Swan


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