Sentire il mondo: monologo infelice. Scendere
in picchiata verso il fondo con stracci e corpi
rotti, malfatti,
senza alcun’ala.
Tace il mistero, a rimboccare le lenzuola,
custode tanto amabile,
racchiuso dentro l’invisibile.
Simile all’occhio del triangolo coglie
gli strazi sofferti nella carne, che il vento
libera in uccelli.…..E gigli ai morti amati
ritornati in braccio a Dio,
in una muta di stelle cherubine.
Swan







