Profonda e calda la lingua stasera -
il vino è del meridione – un rosso da 11 gradi.
Nel pomeriggio canticchiando ho rovesciato
solo gli apostrofi di un nido d’amore: - una calza calata,
una scarpa rossa caduta.
Il loggione severo e silenzioso, ha rimandato l’eco: - mio
caro amore, io muoio poco a poco - sii pronto,
sii pronto.
Sii sempre pronto.
Come la poesia di Eliot che dice “Mary, Mary”
Mary.
Mary.
[...]
Ci siamo fermati a rubare il pane, abbiamo buttato
il seme alle ortiche. I cambiamenti di luce, saranno
come un mancamento.
Swan
*
L’ho già detto?
la morte non esiste: – questa donna si trascina
con la rosa che trascende la sua spina nella linea
della mano così ofelica.
[...]
Sorridi, tu, che mi leggi: – questo è solo un taccuino
così infermo sulle acque.
Swan
*
Post notes: il silenzio ha la mania
delle cose delicate
delle musiche sacre
del mio corpo deposto in una riva di muschio
per nulla in tensione.
Non sorprenderebbe un verso di Eliot -
alcune parole sull’amore, un saggio di Barthes
e non dispiace
lo sbattere d’ali dai campanili di Wenders.
(Non mangia il fuoco, il silenzio).
[...]
Mio incendio, mia tempesta,
mio diluvio, in questa notte di membrane opache
che morte molle nel silenzio.
Swan







